Il volto di Tōta

  

Anche questo mese ho scelto uno haiku di Kuroda Momoko, contenuto – come per il precedente – nella raccolta “Luce solare luce lunare” (2010).

   A indossare la mascherina (kigo invernale) è Kaneko Tōta (1919-2018), tra gli haijin più importanti del dopoguerra, nonché amico di Momoko. Il rapporto di amicizia tra i due poeti viene qui dipinto usando il colore dell’ironia: il volto grande di Tōta è coperto e oscurato da una mascherina (se possibile) persino più grande.

  Nell’inverno difficile a cui andiamo incontro, questo haiku ci ricorda quanto sia importante non rinunciare all’ironia come mezzo per ritrovare il sorriso, anche quando a celarlo è una mascherina.

Diego Martina

La Via Lattea

  

  Questo componimento è uno haiku di Kuroda Momoko, haijin (“poeta di haiku”) contemporanea tra le più famose del Giappone.

  Con immancabile potenza di immagine, in appena tre versi Kuroda tratteggia e restituisce il “futuro” del firmamento haiku: giovani ragazzi e ragazze appassionati di quella che alcuni definiscono “la letteratura più breve del mondo”, diligentemente allineati, probabilmente in attesa di un incontro dedicato alla loro grande passione. Sono questi giovani le brillanti stelle future del macrocosmo letterario haiku.

  L’immagine descritta si rafforza ulteriormente se si pensa che questo haiku, contenuto nella raccolta “Luce solare luce lunare” (2010), è stato composto a Matsuyama, città famosa per aver dato i natali a Masaoka Shiki (1867-1902), innovatore della poesia haiku e supernova nel firmamento della poesia giapponese.

  Kuroda Momoko, discepola del più famoso haijin Yamaguchi Seison, nel 1990 ha fondato il proprio circolo haiku “AOI”, giunto quest’anno al trentesimo anno di vita. Nella rubrica “La luna e i ciliegi”, ogni mese tradurrò e commenterò uno haiku scelto principalmente tra le migliaia di componimenti pubblicati sulle pagine della rivista del circolo.

  L’appuntamento è al prossimo plenilunio.

Diego Martina 

(traduttore di poesia giapponese

e membro di AOI)

Nella rubrica “la luna e i ciliegi” ogni mese tradurrò in fotografia la poetica, lieve, sognante, degli haiku scelti e commentati da Diego Martina.

Emilia Barbato